lavagna bianca

Perché insegno

Pubblicato su 8 Giugno, 2019 da Manuel Ricci in Freelance

Quando ero in quinta superiore ebbi l’opportunità di fare un ripasso sui database relazione ai miei compagni di classe, il professore non riusciva a farsi capire, mentre io, che già per conto mio avevo studiato l’argomento, riuscivo a farmi capire senza troppe difficoltà.

Ciò che mi rimase dopo la “lezione” fu una sensazione di soddisfazione, avevo “insegnato” per la prima volta. Quelle penne che scrivono incessantemente sui quaderni nel tentativo di mettere nero su bianco ogni mia parola è davvero una cosa che mi è rimasta impressa.

Da allora, mi rimase sempre quella voglia di insegnare, quella voglia di condividere la mia conoscenza, quella voglia di arricchire il prossimo.
Qualche mese dopo aver aperto la partita IVA inziai a sondare il terreno per insegnare nelle scuole, ma la risposta era sempre la stessa: “Devi avere una laurea quinquennale in informatica per poter insegnare in una scuola pubblica”. Dopo l’ennesimo rifiuto ero scoraggiato. Facevo formazione aziendale, ma non era sufficiente, volevo qualcosa di più.

Un giorno, navigando su Linkedin, vidi un annuncio: “Cercasi freelance per docenza sugli strumenti del web marketing”, un’azienda che erogava corsi di formazione a pagamento cercava il mio profilo, era la mia occasione.

Buttai giù un curriculum (per principio non ne tengo mai uno pronto) e mi candidai. Il giorno dopo venni contattato per un colloquio conoscitivo.

Andai, fece subito colpo la mia giovane età, 24 anni, ma la mia preparazione era al top e soddisfavo a pieno i requisiti richiesti e venni preso.
Il corso partì a settembre 2018, un anno dopo la selezione. Il primo giorno arrivai con un’ora di anticipo, nell’attesa feci amicizia con il ragazzo di un bar lì vicino, con la quale ancora oggi, quando passo in zona, scambio volentieri due chiacchiere.

Giunta l’ora entrai in classe. Furono le due settimane più intense della mia vita, ma finito il corso conoscevano il web marketing, Facebook Ads e Google Ads come le loro tasche.

Nelle settimane successive al termine del corso recuperai il lavoro arretrato, due settimane (lunedì/sabato – 9/18) si sentono parecchio. Continuai il mio solito lavoro tra un cliente e l’altro fino a dicembre, quando un giorno mi arrivò un messaggio di una ragazza di un’azienda con la quale ho collaborato, uno screenshot di una conversazione di WhatsApp in un gruppo interno alla loro azienda dove lei faceva il mio nome alla domanda “Qualcuno conosce uno bravo con HTML e CSS?”.

Nel tardo pomeriggio, mi chiamò Giovanni Buggio, lavorava per Dot Academy, un’azienda che eroga principalmente corsi finanziati nell’ambito digital. Gli serviva qualcuno che ne sapesse di HTML e CSS, perché gli mancava un docente. Erano 10 anni che scrivevo codice, mi sentivo abbastanza pronto. Parlammo per circa 20 minuti, raccontai delle mie esperienze, le mie conoscenze, ma sopratutto del mio percorso di crescita. Era entusiasta, mi chiese di mandare il curriculum, lo feci, mi chiamarono per metterci d’accordo sulle disponibilità. La seconda settimana di dicembre sarei entrato in aula.

Evviva! Ancora una volta potevo insegnare, ero felicissimo fino a che non varcai per la prima volta la soglia di Dot Academy, figa che ansia, arrivai nell’ora di pranzo e vidi una decina di ragazzi che parlavano di videogame, smartphone e web in genere, mi domandai se fossi all’altezza. Cazzo… e se non fossi sufficientemente preparato? Se mi fanno una domanda a cui non so rispondere? Panico.

Finita la pausa entrai in classe, contai fino a 10, mi sudavano i palmi delle mani, presi fiato e dissi una frase che sarebbe stata da lì in poi la mia frase di apertura per ogni corso a venire: “Allora, presentiamoci un attimo, così vi conosco.”.

La giornata si concluse al top, ero soddisfatto, i ragazzi erano soddisfatti e fui veramente contento del risultato. Tornai in aula nei giorni successivi con maggior sicurezza, mi divertivo con i ragazzi. Nella settimana che precedeva Natale conobbi di persona Giovanni, la persona con la quale avevo parlato la prima volta, scambiammo due parole e capii che ci sarebbero state altre occasioni di insegnamento, piacevo, ero giovane e parlavo in modo semplice e chiaro.

Dopo il rientro dalla pausa natalizia, non mi sono più fermato. Dot Academy è diventata la mia seconda casa. Ho continuato con HTML e CSS nel corso di web design alla quale poi si è aggiunto il modulo di WordPress per web design, web marketing e web content e il modulo di SEO e Email Marketing per web marketing e web content.

Dopo svariati corsi, verso la metà di aprile sono diventato responsabile del corso di Web Design, il corso nella quale a dicembre iniziai la mia avventura.

Che percorso… ma non ho ancora risposto alla domanda che da il titolo a questo articolo, perché insegno? Il fatto di vedere altre persone prendere appunti mentre parlo, vederli crescere in un mondo, per molti, alieno, sentire le loro storie che li hanno portati lì, con me, in quel preciso istante.
Arrivano da diverse parti d’Italia, hanno studi e formazioni differenti, hanno obiettivi diversi, hanno caratteri diversi, ma hanno tutti la stessa voglia di imparare, di voler scoprire cosa c’è in questo freddo mondo fatto di bit. Vogliono di più da loro stessi.

I miei corsisti… Ne ho avuti più di 100, ricordo tutte le loro facce, un po’ meno i nomi (non sono esattamente il mio forte), ma sono affezionato ad ognuno di loro, perché anche loro insegnano, mi insegnano a diventare un docente migliore.

Quest’anno ho compiuto 26 anni e il giorno del mio compleanno ho portato 50 brioche, ho voluto festeggiare con tutti i miei studenti e tutti quelli che lavorano in Dot. Ero felicissimo di poter passare un momento così speciale con tutti loro.

Non ho ancora risposto alla domanda, lo so, continuo a dilungarmi sulle emozioni che provo, ma forse è proprio quello, oppure no, o meglio… non solo.

Insegno perché mi piace farlo, mi piace trasmettere conoscenza, mi piace far capire ad altre persone ciò che io studio da quando avevo 14 anni, mi piace insegnare perché lo trovo soddisfacente, anche se questo significa iniziare la mia giornata lavorativa alle 5 del mattino e finirla a mezzanotte per rispettare tutte le scadenze.

Quando mi proposero il posto fisso, rifiutai per due motivi, uno, il principale, sono freelance e morirò freelance e secondo, non volevo perdere Dot e le ore passate in aula.

Quindi se mi chiedi perché insegno ora lo sai.

Prima di mettere la parola fine all’articolo voglio ringraziare tutti coloro che lavorano in Dot (Francesco, Giovanni, Maria, Nadia, Claudia, Emanuele e Max), per tutto, ma sopratutto, per farmi sentire veramente al top ogni volta che entro lì dentro.

Un ringraziamento speciale va a tutti i miei studenti, con alcuni di loro ho stretto delle bellissime amicizie e sono veramente contento quando mi vengono a trovare. Grazie!

P.S.
Il giorno del mio compleanno mi hanno fatto anche un bellissimo regalo, di seguito la foto.

Grazie Marta e Giada per il bellissimo pensiero